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dati
tecnici
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genere
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mostra
a colori
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numero
immagini
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autori
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Roberto
Miola,
Giorgio Pozzi, Rita Terranova, Maurizio Tognoli |
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titolo
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Cinquant'anni
di tessile nella Valle Olona tra sviluppo, crisi, rinascite e riconversioni
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anno
presentazione
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Nell'aprile del 1964 Piero Dagradi sviluppò un'interessante relazione riguardante il complesso industriale Legnano-Busto Arsizio-Gallarate. La sintesi con cui il relatore indicava i caratteri peculiari di questo territorio era: «Questo complesso presenta una tale concentrazione d'impianti e di manodopera quale non si riscontra, al di fuori della Metropoli, in nessun'altra parte della Lombardia. In base all'industria prevalente, lo si può definire un complesso tessile».
In questo complesso il corso del fiume Olona ha certamente avuto un ruolo preponderante. Infatti dove il fiume garantiva la necessaria energia si stabilirono le prime filature dell'epoca e tra queste le attività svolte dai Cantoni furono certamente tra le più interessanti. Si riscontra così che «dalle filature di Legnano è composta la primitiva azienda di Costanzo Cantoni, il quale vi aggiungerà una tintoria per tessuti nel 1846 ed alcune macchine per l'aprettatura ed il fissaggio dei tessuti». In questi anni si ebbe un'effettiva ascesa dell'azienda, tanto da spingere l'industriale Costanzo con il figlio Eugenio a «dotare il nuovo stabilimento di Castellanza di macchine inglesi per la filatura e di 120 telai semiautomatici».
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Di tutto questo la mostra fotografica rievoca gli ultimi cinquant'anni del complesso tessile nella Valle Olona, passando, inizialmente, attraverso la visione di un comparto all'epoca solido.
Il tracollo industriale dei decenni successivi è raffigurato nelle immagini di archeologia industriale, dove ora degrado ed emarginazione sociale sono subentrati allo sviluppo economico e sociale.
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Se è vero che grandi aziende come la Cantoni non sono sopravvissute ai giorni nostri, è altrettanto vero che altre attività dell'industria tessile sono passate oltre a questo periodo nero e oggi troviamo aziende ben inserite nel complesso sistema industriale moderno.
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Non tutti i vecchi edifici industriali però sono rimasti abbandonati a se stessi. Alcuni di questi sono stati riconvertiti per altri scopi.
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A Busto Arsizio nell'ex cotonificio Bustese si è dato vita al "Museo del tessile e della tradizione industriale", mentre a Castellanza negli stabili della tessitura Tosi si sta realizzando la nuova Biblioteca Civica e, ancora più emblematico è il recupero dell'area Cantoni che, attraverso l'insediamento del centro universitario LIUC, ritroviamo nell'asse Legnano-Busto Arsizio-Gallarate, quel ruolo guida già presente nel suo recente passato.

