dati tecnici
genere
audiovisivo
durata proiezione
7' 30"
numero proiettori
3
numero immagini
80
autore
Maurizio Tognoli
titolo
Viaggio in Marocco
voce introduttiva
Chiara Zappa
musica
.
Lorena Mc Kennitt, Peter Gabriel, Jesse Cook
immagini
non dell'autore
acquarelli di E. Delacroix, Viaggio in Marocco
anno presentazione
2003

 

L'acquarello, forma espressiva al confine tra disegno e pittura [2], per la rapidità di esecuzione e la limitatezza dei mezzi necessari fu la tecnica preferita dai pittori viaggiatori dell'Ottocento.

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Eugène Delacroix, pittore francese, nel suo viaggio in Marocco del 1832 utilizzò questa tecnica [3 e 4].
I disegni realizzati all'acquarello, sopra un rapido schizzo a matita nera, appaiono come uno straordinario album di viaggio.

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Infatti nel diario di viaggio di Delacroix si ritrovano quelle sensazioni che tutti i viaggiatori provavano (e ancora oggi provano) nel trovarsi in una realtà diversa dal proprio mondo quotidiano.

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Scrive Delacroix:
..."ci vorrebbero venti braccia per riuscire a dare un idea di tutto questo"...
..."sto come sognando e vedendo cose che temo possono sfuggirmi"...

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Se l'acquarello associa luce e colore, anche la fotografia interpreta perfettamente questo principio.
E quello che i pittori viaggiatori facevano con l'acquarello, oggi lo si può ottenere con la fotografia.

Questo audiovisivo propone le due tecniche; a volte il medesimo soggetto viene proposto in acquarello, poi in immagine fotografica.

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L'audiovisivo presenta un viaggio in Marocco effettuato dall'autore [5]; la zona visitata si trova a sud di Marrakech, dove il Medio Atlante si unisce all'Alto Atlante, una catena di creste rocciose che spesso superano i 3.000 metri.

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L'Alto Atlante [6] non ha un aspetto uniforme: a nord ha caratteristiche alpine, mentre a sud si presenta brullo e la vegetazione arriva a sparire al margine del Sahara.

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Il viaggio inizia dal deserto di sabbia [7], da Erfoud avamposto del Sahara occidentale, dove il cielo si sposa con le gigantesche dune di sabbia.

Al sorgere del sole la sabbia inizia a colorarsi di un rosa pallido e tutt'intorno non si sente altro rumore che il dolce soffio del vento.

Poi i colori si rafforzano. Inizialmente gigantesche ombre si contrappongono ai colori, che diventano sempre più luminosi, più intesi.

Quando il sole è quasi alto in cielo e le ombre sono più piccole, il deserto prende vita.

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Lasciato il deserto si prosegue verso la splendida Tafraout, con le case adagiate sulla roccia granitica rosa [8]; poi si alternano zone aride a zone verdeggianti e gli incontri con la gente, che qui vive di agricoltura e pastorizia, non sono rari.

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Si giunge poi a Ouarzazate [9], punto di accesso alle vallate del Dràa e del Dadès, dove troviamo la magia delle casbe (fortezze) e dei ksour (villaggi fortificati).

Camminare attraverso le viuzze di questi luoghi è un'esperienza incredibile. Alte mura rosse con piccole finestre colorate segnano la strada e un susseguirsi di porte in legno si spalanca man mano che si avanza... uno spazio, un volto, un mistero...

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Alle atmosfere rurali si aggiungono poi i simboli più tradizionali, come i costumi, i colori e la concitazione della gente che ci introducono nel caotico souk di Marrakech [10].

Ma anche a soli pochi metri dall'animato souk, troviamo situazioni di relativa tranquillità, viuzze ombreggiate che ci riportano a un altro tipo di vivere.

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L'audiovisivo, che si propone come un album di viaggio, mostra un parallelismo tra acquarello e fotografia.

Infatti queste due tecniche, una nel recente passato e l'altra nei tempi nostri, mostrano la voglia di raccontare, al ritorno da un viaggio, quel vissuto che da sempre affascina il viaggiatore [11].

Le foto qui pubblicate possono essere utilizzate unicamente per scopo
culturale-fotoamatoriale e comunque a condizione che venga contattato il CFB
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